Dicono di Mino

Un'artista da seguire ... (Vincenzo Mollica, DoReCiakGulp! Rai 1)

Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l'animo e l'occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s'inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero. (Mauro Marino)

Mino ha scritto una pagina di canzone popolare vera, del popolo del Salento che si libera dalla pur splendida prigionia del tamburello, dell'organetto e del violino e approda ad un linguaggio nuovo, fatto di dialetto e di italiano colto al volo, masticato, rimasticato e sputato fuori in una nuova forma di colostro, vero alimento con il quale crescere i piccoli. Musica accattivante, di uno che sa suonare la chitarra, la lascia nei suoi accordi semplici, quasi ondeggianti come un materassino gonfiabile sulla bonaccia (Pino De Luca)

Mino De Santis è un ascolto che il tempo e la pratica portano a metabolizzare. Non è la risata di turno ciò che arriva e resta. Ma un ondulato senso di profondità che scolpisce immagini nella memoria e libera l'ascolto dalla superficialità attorno (Erika Sorrenti e Francesco Aprile)

Autoironico e impietoso … lo definirei un "verista" per come descrive la realtà sociale e soprattutto quella di tanta umanità. Ha il suo modo singolare di vedere la realtà e di declinarla in versi. E' un sognatore ingenuo e intellettualmente onesto. Insofferente a qualsiasi regola, non scenderebbe mai a compromessi, ha l'anima libera e resta anarchico anche quando non sarebbe il caso. Ha una singolare genialità, un'autentica vena artistica che differisce da qualsiasi accomodante musicalità "popolare" oggi cosi volgarmente e insopportabilmente stereotipata (Giuseppe De Santis)

Recensioni


Mino De Santis, l’ho conosciuto qualche anno fa a casa di un amico comune... (continua a leggere)


...ormai alcuni pezzi della Rai Regionale hanno ospitato le ballate di Mino come colonna sonora rendendo il nostro menestrello personaggio noto alle cronache e degnandolo di un successo sempre minore di quello che merita... (continua a leggere)

L’amore ed il disamore per la sua terra e la sua gente domina nelle parole scritte e cantate da Mino De Santis, estroso cantautore di una Tuglie sorniona e funambola in bilico fra mare blu e terra rossa. Voce e chitarra nei suoi spettacoli semplificano e raccolgono in una giostra di colori, in un cerchio magico... (continua a leggere)

...Dopo aver esordito lo scorso anno con ‘Scarcagnizzu. Vento dal basso’, prodotto dagli avventurosi animatori culturali del Fondo Verri (quelli che ogni anno realizzano i percorsi affascinanti dei ‘Luoghi d’allerta’), l’artista ha realizzato un disco  che descrive, efficacemente, il piacere di esser instabile, la felicità che deriva dal non dover scegliere, dal poter vagare senza meta, perchè nessun posto è ‘per sempre’... (continua a leggere)

...Chiusi i conti con il passato però, e chiedendo venia all’autore per averlo ancora una volta zavorrato al suo background musicale, bisogna dire che De Santis si è andato affrancando da questi suoi modelli di riferimento. Mino De Santis è Mino De Santis, cantore appassionato, lucido, irriverente, divertente e divertito, di questa nostra terra salentina, dei suoi vizi e delle sue virtù, delle sue luci e delle sue ombre. De Santis è cantore dei chiaroscuri, delle ambivalenze, dei regressi dell’anima, dei coni d’ombra, delle antinomie. Il suo cantato è lento, a volte strascicato, ma la dizione è buona, perfetta l’articolazione delle parole, e questo è importante, cantando in dialetto salentino, per potere arrivare anche al più vasto pubblico regionale e nazionale...(continua a leggere)


...Se Mino fosse nato in una metropoli non avrebbe avuto la cultura del dettaglio e non avrebbe narrato la storia antica sulle foglie di un ulivo... (continua a leggere)


...Va ascritto anche un altro merito alle canzoni di De Santis: il superamento di quello che è ormai un luogo comune cioè che la canzone dialettale sia espressione  delle classi subalterne... (continua a leggere)

9 commenti:

  1. DOTI DE SANTIS TUGLIE9 agosto 2013 09:45

    MEGLIO TARDI CHE MAI...IL RICONOSCIMENTO PER UN GRANDE ARTISTA FINORA RIMASTO "NASCOSTO"...CHE ORA VIENE CONOSCIUTO E RICONOSCIUTO ANCHE DAL GRANDE PUBBLICO "ESTERNO"...MA NOI, SUOI PAESANI, NON POTEVAMO NON SAPERE E NON SPERARE CHE UN GIORNO TUTTO POTESSE PORTARE AL "GRANDE PUBBLICO" MINO...E' IL GIUSTO RICONOSCIMENTO PER IL SUO TALENTO... E NON FINISCE QUI...IN BOCCA AL LUPO MINO...

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  2. Mino ieri sera sei stato straordinario come sempre, ma la soddisfazione più grande è stato lo schiaffo morale che, involontariamente, hai dato a tutta quella gente che per tirare avanti ha avuto sempre bisogno di leccare i piedi al governante di turno, quelli che ieri sera erano tutti preoccupati a conservare i posti alle "autorità"... Quella gente che le parole dignità e libertà nemmeno le conosce.. Tu ieri hai dato un po' di speranza a tutti noi Bonacci che ormai non ci crediamo più nella meritocrazia..
    Complimenti.. Continua cosi...
    Fabiola

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  3. Un George Brassens nel Salento
    Luigi L.

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  4. anche il Salento ha un suo Fabrizio De Andrè

    Osvaldo B. esule salentino

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  5. Nu ssu natu dri tiempi,
    ma dre fiche cu le mendule
    le sentu sutta li tenti.
    E nonnuma ca la gioventù tannu perdiu
    ma n'addra fazione mbrazzau,
    quiddra te l'anarchia, ca la guerra e
    la fame affanculu mannau.
    Prontu pe l' articulu primu
    te sta costituzione,
    ca nu sape ci dice e nu sape ci bole..

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  6. vorrei un contatto di Mino Desantis....chi mi puo' aiutare????

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  8. Cosimo Ariano23 settembre 2016 00:36

    Il cantastorie del Salento, nell'accezione più alta del termine, ti fa portare dentro l'orgoglio di un modo di essere che ti proviene dalla schiettezza di una terra rossa, di mura "lattate", te aruli te aulie, di vino forte.. e della schiettezza della gente che popola quell'angolo di pianeta così autentico da essere unico. Arguzia e saggezza antica, profondità di campo che si perde verso l'orizzonte.. E' vero non siamo solo pizzica e sciucareddhi... siamo vita vissuta e non v'è chi meglio di mesciu Minu ce le possa raccontare e far rivivere. Grazie e continua così. In bocca al lupo per il Premio Tenco e viva il lupo!

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